martedì 8 febbraio 2011

A.A.A. Cercasi

In attesa della manifestazione del 13 febbraio... a.a.a cercasi

giovedì 3 febbraio 2011

noi donne...

Ho molto riflettuto se fosse il caso dopo un anno di riprendere le fila di questo blog con un argomento del genere.
Sono momenti cupi questi. Per le donne, per gli uomini, per i tansgender, per gli animali, per la natura, per tutti. E per le femmine in particolare... Vorrei dire però, che anche se il momento è più che propizio per dire BASTA , è vero anche che non è oggi che le donne sono offese e massimamente sfruttate per sostenere una tesi piuttosto che un'altra, per essere additate come appartenenti ad una categoria piuttosto che ad un'altra...insomma, anche a sto giro qualcuno ha trovato un'altra via per renderle marchi, brands di una o un'altra realtà di marketing! Io credo davvero che ci sia di che sconvolgersi, credo davvero che abbia ragione chi sostiene che chi pensa che questa politica del darsi via per soldi sia così normale, così nella naturalezza delle cose, (il mestiere più antico del mondo...), allora in questa normalità dovrebbe metterci la propria madre o la propria sorella o peggio ancora la propria figlia! Troppo clamore intorno a queste donne, troppe chiacchiere inutili, troppi conti, troppi soldi, troppa poca attenzione al senso intrinseco di certe affermazioni. Il dramma delle donne in questo paese non comincia con Ruby o con la Minetti, il dramma delle donne in Italia non si è mai risolto! E' inutile prenderci in giro, dirci che in fondo la parità l'abbiamo ottenuta, che basta una Camusso o una Gelmini per dimostrare che le donne possono. In questo paese non contiamo niente o contiamo comunque meno di quanto dovremmo, per essere considerate dobbiamo essere uomini con le tette, e soprattutto per le donne madri la situazione è veramente drammatica, pochissimi gli strumenti per la realizzazione vera delle nostre esistenze. Ciò detto credo sia ora di prendere una posizione, dire basta davvero e soprattutto smettere di far finta che tutto ciò sia normale!

domenica 2 maggio 2010

tutti i sogni che restano

Sogno una piccola casa con un grande terrazzo su cui coltivare erbe aromatiche, mangiare e ridere. In questa nuova inaspettata vita, le inaspettate gioie non hanno tolto niente alla vita di prima. Qualcosa si è aggiunto, molto è cambiato, senz'altro non avrei immaginato di ridere per un sorriso ricevuto, sdentato e silenzioso,ma immenso. Quello che leggo negli occhi altrui, la domanda sommessa di tanti: "sei sempre tu? oppure ora sei un'altra? e tutto è diverso?". La maternità cambia soprattutto le persone intorno a te. Molti credono di doverti trattare diversamente, e che tu agirai diversamente e proverai i sentimenti diversamente. Io sono la stessa cioccia di sempre. Solo che ora sono più felice! E aspetto con fiducia la felicità che arriverà. Tutti dovrebbero poter provare tutta questa gioia...

giovedì 25 settembre 2008

Salve.. in mezzo a tutte queste minchiate, solo una nota seria. Questa mi sembra una cosa interessante da ascoltare. Mia nonna diceva che "ogni cap'è nù tribunale" quindi ognuno la pensa come vuole, (chi mi conosce sa come la penso io) però mi sembra che parlare sapendo come stanno realmente le cose, sia meglio che parlare per riempire l'aria. Per correttezza ,soprattutto nei confronti della instancabile Katia, che lotta indefessamente per diffondere la controinformazione e spingere alla riflessione e alla consapevolezza, l'intervista è tratta dal sito di namir.

venerdì 19 settembre 2008

Vabbè

purtroppo stè vacanze sono finte.... Io e Leo, che nel frattempo è ingrassato ben bene grazie alle cure dei miei genitori, che non gli hanno fatto mancare proprio niente, io e il mio micio puzzacchione, siamo tornati nella capitale. Ora, la mia unica voglia sarebbe quella di tornare in vacanza, però, dato che non ho ancora trovato un sistema per sopravvivere senza lavorare mi vedo costretta di nuovo a riprendere la solita routine, che ovviamente riparte con i soliti dubbi, e le solite scelte difficili, tipo quando da bambina ti chiedevano "vuoi più bene a mamma o a papà?" Che fare? Ragione o sentimento? Certezza o brivido del chissà? Diventare come tutti? o continuare a sembrare del tutto fuori come una zucchina? Intanto, ricordando l'Olanda (o erano i Paesi Bassi?) e le lunghissime pedalate Nonchè tutta la gente fighissima che ho incontrato Nonchè l'Isola d'Elba e la Myrtus, e tutti i suoi abitanti Ricordando tutto, e in attesa della prossima occasione buona per ripartire, riuscirò a fare la scelta giusta? O, molto più plausibilmente, continuerò ad essere cioccia, e come tale mi comporterò ?